Giorno02 Anno15 III°Millennio

WalterMaterassi- Diary2015-2a

Diario. Anno 05 III°Millennio

Tutto comincia cosi, per passa tempo. Tenere un Diario.

Da quando avevo vent’anni ho sempre scritto,tenuto memoria dei miei pensieri, idee da realizzare. Non proprio ogni giorno, a volte sono passati lunghi mesi prima di ritornare a scrivere. I miei Diari hanno seguito la mia esistenza che per quanto possa essere ritenuta di nessun interesse agli altri, per me, essendo la mia, è di una rilevanza mondiale. Ieri ho scritto una lunga lettera ad un Art Advisor presentatami da un’amica critica. Sono queste nuove figure dell’Arte Contemporanea senza le quali gli Artisti potrebbero anche morire di fame o soprattutto, morire di Fama.

Cosi, proprio come facevo qualche anno fa stampando le lettere che spedivo e appiccicandole alle pagine del mio Diario, appiccico qui, su questo che voglio far diventare il mio nuovo Registro Quotidiano, un estratto.. chiaramente Togliendo i Nomi.

lettera a M.G.M.

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Palazzo dei Capitani Ascoli Piceno settembre/ottobre 2011

[**] Tre anni fa qualcosa si è incrinato. Dopo una grande mostra a Palazzo dei Capitani di Ascoli  curata dalla giovane V. F. con la supervisione del Prof. S. P. e fortemente voluta dal mio collezionista S. F., io ho avuto un tracollo emotivo. Non è stato di certo per insuccesso della mostra, infatti le visite furono diverse migliaia di persone e anche le opere più importanti furono vendute tutte. ma tornato a casa, non riuscivo più ad entrare in studio, non riuscivo più a rimettermi in quella gabbia dorata che mi ero  costruito attorno.

Nella mia vita e cosi per ricaduta nel mio lavoro ho avuto più volte questo tipo di cambiamenti esistenziali.

Quando nel 2005 ho incontrato Dino Gavina in me è scoppiata una guerra. Che io sia nato per dipingere me l’ha certificato lui. Dicendolo apertamente < ti è stata regalata una dote. Tu sei nato per fare il pittore. Ora dipende da te, se vuoi diventare un ottimo pittore o se vuoi provare a diventare un artista. L’Arte ti chiede di aggiungere qualcosa alla sua storia. Sta a te provarci. Non è un male non riuscirci è tragico non provarci>.

Ecco da allora io mi sono mosso sempre di più in quella direzione, studiando come un pazzo, e cercando il più possibile di confrontarmi con un uomo del genere (e col mondo che si portava dietro), ricco di esperienze importanti e che mai risparmiava il giudizio sul lavoro degli artisti che incontrava. Sono stati 3 anni intensi pieni di conoscenza.

3 anni che mi hanno cambiato gli occhi, le orecchie e le mani. Non riuscivo più a dipingere come prima. Quando mi sono separato 2 anni fa mi si è riaperto il mondo. Ho dovuto ritornare a fare i conti con le cose pratiche e mi sono accorto di quante occasioni ho lasciato per strada.

STUDIO a

vecchio studio 2011

 

Intendiamoci, io non ho alcun rimpianto. Perché non so dove mi avrebbero portato le occasioni di cui parlo. Nei giorni scorsi parlando con F. di quel che sto facendo mi rinfacciava di non aver colto l’occasione offertami da A. R. B. nel 2006, o quella che un altro paio di galleristi del nord mi avevano dato. Ma io all’epoca davo ascolto solo alle mie mani, al mio animo e alla voce rassicurante di  M.M. che in fondo, anche lei credo senza accorgersene, tentava di tenermi stretto, chiuso nella mia gabbia d’oro.

Non so forse ho scritto troppo senza arrivare al punto. L’esempio più concreto di quel che è successo sta forse in questa visione che le lascio: dal 2003 al 2011 non ho mai fatto ritratti. Ho avuto decine e decine di richieste, mi sono sempre rifiutato in maniera snob pensando che era una cosa disdicevole per uno che volesse essere un Artista. Che coglione..  Dal 2012 ad oggi, da dopo la mia separazione ad oggi avrò fatto all’incirca 200 ritratti. Ho vissuto, mangiato e mi sono vestito con i ritratti!

Ho imparato una cosa signora M.: come un musicista studia per anni uno strumento, può decidere di darsi alla ricerca più estrema e personalissima e può allo stesso tempo dedicarsi a ciò che ha studiato e reinterpretarlo, può divenirne un esecutore, un interprete formidabile. Anche in arte, in pittura soprattutto si può riuscire a trovare vie sconosciute, nuovissime e lasciarsi assorbire completamente dalla ricerca e allo stesso tempo capitalizzare tutto ciò che si è imparato, diventare un professionista della pittura.

È chiaro che questo è più semplice se si è studiato in maniera accademica e approfondita la materia.

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Walter Materassi live painting per Datalogic Event. 2014

Io per fortuna l’ho fatto e per tantissimi anni. Ora grazie alla pittura vivo. Quando sono uscito dalla mia vecchia vita, dal mio vecchio studio e dalla mia vecchia casa ho lasciato tutto. È stato un gesto spontaneo, non di generosità, certe persone hanno tutto fuorché bisogno di soldi, è stato per liberarmi.Da allora ho scoperto che posso usare la pittura come un musicista può usare un pianoforte, e so che questo mio lavoro mi accompagnerà per sempre.

Di cosa ho bisogno? Di aprirmi al mondo dell’Arte finalmente. Ho fatto passare così tanti anni senza dare notizia di me, nascondendomi alle regole del gioco, trovando sempre soluzioni alternative, aggirando fino ad oggi il confronto con gli addetti ai lavori. Non tutti, C. è l’esempio, altri ce ne sono. Ma sono stati casi fortuiti, incontri voluti dal destino.

Da oggi sto lavorando ad una nuova opera ed è quella di mettersi in relazione con gli addetti ai lavori perché sento un debito nei confronti del mio lavoro, l’ho talmente seguito e ricercato che non posso permettermi di “nasconderlo” oltre. Se negli ultimi 2 anni ho cercato la condivisione del mio lavoro coi bambini, andando in piazza, ( se guarda nel mio sito vedrà le immagini dell’ultima mia mostra) liberandomi degli schemi del lavoro in studio, oggi voglio farlo gettandomi nella mischia, scendere in campo per giocare davvero la mia partita.

WalterMaterassi- Diary2015-2

Diario anno05 III°MIllennio – Annunciazione di DIno Gavina

 

Se vorrà seguire il mio lavoro, se lo trova d’interesse e crede che possa esserle utile in qualsiasi modo, ne sarò felicissimo. Potrebbe essere una nuova fase della mia vita, anzi so che sta arrivando, ormai so riconoscere i momenti di passaggio e sono sicuro che sarà una nuova fase che mi porterà grandi soddisfazioni. Se invece non è interessata, gentile M. G., non si preoccupi di dirmelo con cuore placido e senza problema. Non ci conosciamo, ed è per questo che ci tenevo a dirle queste cose, perché capisse chi sono. Io sono per la sincerità, perché in fondo mentirei a lei e a me stesso se dipingessi un ritratto di me diverso da quello che sono. Ed io so che cosa sono stato, cosa sono ora e a cosa potrei essere domani. Voglio che il mio lavoro prende la giusta posizione nel mondo, quella che merita, niente di più niente di meno. Perché succeda da poco mi sono messo in testa di dedicarmi a questa ricerca di condivisione con chi è più esperto di me.

Spero di non averla annoiata ma mi sembrava doveroso chiarirle chi sono e cosa mi spinge a contattarla.

Un grande in bocca al lupo per la sua attività e spero di risentirla

Grazie dell’attenzione

Walter Materassi