waltermaterassi-AliveWalter Materassi è nato a Bologna nel 1974. A Bologna ha compiuto i suoi studi e a Bologna ha esposto per la prima volta nel 2000 al Museo del Baraccano in una mostra organizzata dall’Accademia di Belle Arti di Bologna. Da allora la sua produzione cosi come le sue scelte espositive sono state del tutto fuori dall’ordinario. Nel 2005 infatti, conosce il collezionista e mecenate Serafino Fiocchi che lo inserisce nella grande mostra curata dal Prof. Armando Ginesi, dedicata all’arte figurativa della seconda metà del ‘900, tenutasi alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Nello stesso anno e nei successivo collabora con alcune gallerie delle Marche, tra cui l’Idioma di Ascoli Piceno dell’artista e gallerista Augusto Piccioni in varie mostre personali e collettive. Inizia una collaborazione che ancora oggi dura con il sistema dell’arte di quella regione e in particolare con Ascoli, dove, nel settembre del 2011 affronta una delle esperienze espositive più mature: l’allestimento a Palazzo dei Capitani, di una mostra completamente dedicata alla sua ricerca sulle immagine riflesse negli specchi stradali (Mirror Miracles) e nei televisori “dormienti” (Home Theatre). Nel 2005 incontra un’altra persona che diventerà suo mentore e sostenitore, Dino Gavina. “Sono stati 3 anni di grande amicizia, di grandi litigi, di grandi gesti di solidarietà” così Walter racconta il suo percorso assieme al vecchio e scontroso genio del design italiano.

WALTER  MATERASSI -  senza dormire2Con Gavina prepara una grande mostra nel 2006 presso l’INA Assitalia di Bologna e con lui si infila figurativa e al raggiungimento di uno stadio ulteriore dello stesso mestiere di dipingere.“Sono riuscito a capire quel che Dino mi spiegava solo dopo che se n’è andato, come per magia ho capito che era del tutto inutile per me percorrere le strade già segnate.

Con Dino mi sono gettato in questa agguerrita sfida di dipingere ciò che non si vede, o meglio ciò che gli uomini non guardano e che quindi non vedono – e se non lo vedi, non esiste – avrebbe detto lui”.“L’assenza è un tema che l’arte figurativa non è mai riuscita a poeticizzare in modo preciso e pulito, ha sempre lavorato a questo sentimento con opere molto didascaliche. Ad un certo punto io invece l’ho vista riflessa l’assenza, in un televisore spento, ho capito che Dino mi aveva guidato fin lì anche da lontano”. Varie sono state le mostre in musei delle Marche, le collaborazioni con critici ed esperti di arte di caratura nazionale, come appunto il Prof. Armando Ginesi, Renato Barchiesi, Cecilia Casadei vice presidente dell’Accademia di Urbino, il Prof. Stefano Papetti direttore dei Musei di Ascoli Piceno.

E infine la sua esplosione nel mondo, tra la gente, negli ultimi anni Materassi si è spinto fuori dai luoghi fisici dedicati all’arte per intraprendere un percorso ancora nuovo, andando in giro nelle piazze, nei locali a dipingere ritratti enormi dal vivo in pochissimi minuti, fino a riapprodare in un museo, quello di Zoologia in occasione della manifestazione SBAM, nel novembre del 2012. “Anche in questo caso l’arte è mezzo, non un fine”. Infatti il ritratto è una scusa, è teatro per rinunciare alla passività della mostra, ai rituali dell’arte di oggi, per riuscire a trasmettere alla gente, soprattutto ai bambini, buone visioni sull’arte e soprattutto sulla figura dell’artista nel terzo millennio. “L’artista deve vivere tra la gente, la gente lo deve concepire come parte integrante e anche controcorrente della società. Per farlo è necessario scendere dal piedistallo e infilarsi ovunque e ovunque portare tutto il proprio mestiere, il proprio potenziale creativo. Non sono tanto le persone a guadagnarci, ma l’Arte stessa”. I’MPERTINENT è la tappa fondamentale del percorso artistico di un uomo nato per dipingere (cit. Gavina) e che ha fatto del motto del suo maestro un credo (devi decidere se vuoi essere solo un ottimo pittore o se vuoi diventare un artista!) che ancora oggi lo spinge avanti nella sua ricerca, senza mai guardarsi indietro con rimorso per tutto ciò che ha lasciato.

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Home Theatre – Olio su tela montata su calco in legno del tubo catodico e involucro plastico. 2011

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